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Realizzazione e-commerce · Piemonte

Realizzazione e-commerce in Piemonte

Il Piemonte produce molto e vende ancora poco in proprio. Cantine, lanifici, rubinetterie e stampifici hanno costruito il fatturato su distributori, buyer e marchi terzi, e oggi si trovano davanti alla stessa domanda: come vendere diretto online senza smontare quello che funziona già.

Perché una pagina regionale

Perché un e-commerce piemontese non è un e-commerce qualsiasi

Il Piemonte non ha un solo tessuto produttivo, ne ha almeno otto. L'e-commerce di una cantina di Langa, con bottiglie pesanti e vincoli di trasporto, non assomiglia al portale di un fornitore di componenti della cintura torinese, che deve mostrare giacenze e listini diversi per ogni cliente. E nessuno dei due somiglia allo shop di un forno artigianale che porta i propri prodotti a casa dei clienti, come nel progetto del Panificio Proverbio.

Scia Digital Studio ha sede a Vinovo (TO), in Via Martiri della Libertà 8, alle porte sud di Torino, e segue imprese in tutta la regione fra incontri in azienda e lavoro da remoto. Su Google la valutazione è 5,0 su 5 con 35 recensioni. Questa pagina sta un livello sopra le pagine provinciali: spiega cosa cambia nel progetto e ti indirizza verso la provincia giusta.

Il contesto

E-commerce B2B: listini riservati, ordini ricorrenti, area rivenditore

Molte imprese piemontesi non vendono al consumatore, vendono ad altre aziende: rivenditori, installatori, ristoratori, confezionisti, uffici acquisti. Un e-commerce B2B non è un carrello con in più la partita IVA. Servono registrazione approvata a mano, listini riservati per cliente o per gruppo, sconti a scaglioni di quantità, minimi d'ordine e multipli di collo o di pallet, prezzi al netto dell'IVA e pagamenti che il B2C ignora, dal bonifico alla RiBa al saldo a fine mese.

Contano poi le funzioni che fanno risparmiare tempo: riordino dello storico con un clic, ordine rapido incollando i codici articolo, giacenze visibili, schede tecniche e listini scaricabili, accesso dedicato all'agente che ordina per conto del cliente. Il vantaggio più concreto non è l'ordine in più: è l'ordine che smette di arrivare per email o WhatsApp ed entra già strutturato nel gestionale.

Come lavoriamo

Vendere diretto senza far saltare la rete di rivenditori

Chi ha una rete di rivenditori teme una cosa sola, e a ragione: mettere online lo stesso prodotto a meno significa scavalcarli. Le strade praticabili sono poche. Tenere online il prezzo pieno di listino e lasciare al canale il margine di trattativa. Riservare al diretto ciò che il canale non copre, come ricambi, consumabili, personalizzazioni o formati dedicati. Oppure usare il sito per raccogliere richieste e girarle al rivenditore di zona.

Sul piano tecnico si può far convivere tutto in un unico sito: parte pubblica per il consumatore e area riservata con login per i clienti professionali, stesso catalogo ma prezzi, minimi e condizioni diversi. La decisione però non è informatica, è commerciale: prima si stabilisce la politica di prezzo e il ruolo del canale, poi si configura la piattaforma.

Cosa cambia

I prodotti del territorio hanno vincoli che il software deve conoscere

Vino e alimentare impongono vincoli da chiarire prima di scrivere una riga di codice: imballi adatti alle bottiglie, catena del freddo e stagionalità per fresco e cioccolato, lotti e scadenze da tracciare, adempimenti fiscali e doganali che cambiano da Paese a Paese quando si spedisce alcol fuori dall'Italia. Una spedizione calcolata male, qui, si mangia il margine più in fretta di qualsiasi errore di marketing.

La manifattura ha problemi opposti e altrettanto concreti: articoli configurabili per misura, finitura e colore, prodotti che meritano una richiesta di preventivo invece del carrello, peso e volume reali per stimare il trasporto, consegna al piano per l'arredo. Per le poltrone di Egoform la risposta è stata un configuratore collegato al carrello, che fa scegliere modello, rivestimento, tessuto e finiture con anteprima immediata. Con una cartella colori tessile il nodo è lo stesso: far capire online un prodotto nato per essere toccato.

In pratica

Gestionale, dati e contenuti: dove i progetti si arenano

Nei progetti e-commerce la grafica è raramente il problema. Lo sono la sincronizzazione con il gestionale e la qualità dei dati: chi decide prezzi e giacenze, ogni quanto si aggiornano, come tornano indietro ordini e stati di spedizione, se si passa da API o da scambio di file. Conviene definirlo prima di scegliere la piattaforma, non dopo.

L'altro punto fermo sono le schede prodotto: misure, materiali, documentazione tecnica, foto coerenti fra loro. Un catalogo con descrizioni copiate dal fornitore fatica a posizionarsi e converte poco, e per un prodotto artigianale o industriale la differenza spesso la fanno foto e video girati in azienda. È lavoro, ma resta valido anche se un giorno cambi piattaforma.

Sul territorio

Le otto province, una per una

Ogni provincia ha la sua pagina, con esempi e riferimenti locali. Qui basta un rigo per capire da dove parte il discorso dalle tue parti.

  • Torino Nella filiera automotive e negli stampifici torinesi il carrello conta meno di un portale ricambi con listino riservato, riordino rapido e schede tecniche scaricabili; in città pesano invece terziario, design e startup.
  • Cuneo La Granda vende cibo e vino: per le cantine di Langa e Roero, per il dolciario e per le conserve il nodo sono imballi, lotti, scadenze e i picchi di ordini fra novembre e dicembre.
  • Alessandria Valenza porta online gioielli di alto valore, quindi fotografia, pagamenti e spedizioni assicurate diventano centrali; sull'asse logistico verso Liguria e Lombardia contano di più le integrazioni e i tempi di consegna certi.
  • Asti Ad Asti convivono due mondi distanti: le cantine di Moscato e Barbera, che vendono per annate e formati, e realtà B2B dell'arredo per ufficio come Makhymo, attiva fra Asti e Alessandria, dove il rapporto commerciale vale più della vetrina.
  • Novara Chi produce rubinetteria e valvolame nel Novarese lavora su cataloghi enormi: filtri per misura e attacco, codici puliti e collegamento diretto al gestionale valgono più di qualsiasi effetto grafico.
  • Biella Filati e tessuti di alta gamma non si vendono al consumatore ma a marchi e confezionisti: l'e-commerce biellese è quasi sempre un'area riservata con cartelle colori, campionature e minimi di metratura.
  • Vercelli Il riso è il caso di scuola della vendita diretta: sacchi pesanti, spedizioni da calcolare sul peso reale, formule di riordino periodico; in Valsesia il discorso si sposta su rubinetteria e turismo del Monte Rosa.
  • Verbania Sul Verbano, in Ossola e attorno al lago d'Orta il pubblico arriva anche da Svizzera e Nord Europa: per casalingo, rubinetteria e lavorazione della pietra multilingua e valute non sono un dettaglio.
Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso

Quanto costa realizzare un e-commerce in Piemonte?

Non c'è un prezzo di listino: il costo dipende da quanti prodotti e varianti gestisci, dalle integrazioni con gestionale e corrieri, dalla presenza di listini B2B e dai contenuti da produrre. Diamo un preventivo scritto dopo una call in cui guardiamo catalogo e processi. Per fissarla: +39 345 992 3502 oppure [email protected].

Quanto tempo serve per andare online?

Varia con la complessità, ma il collo di bottiglia raramente è lo sviluppo: sono i dati prodotto, le foto e le decisioni su prezzi e spedizioni. Concordiamo le tempistiche nel preventivo e lavoriamo per fasi, così puoi partire con un catalogo ridotto e ampliarlo dopo.

Siamo lontani da Torino, ci seguite lo stesso?

La sede è una sola, a Vinovo (TO), alle porte sud di Torino, e nel resto del Piemonte lavoriamo con trasferte e da remoto: di persona per il primo incontro, per le riprese e per le verifiche, online per tutto il resto. Scrivi a [email protected] o chiama il +39 345 992 3502.

Posso avere B2B e B2C sullo stesso sito?

Sì, ed è la scelta più frequente. Il catalogo resta uno, mentre prezzi, minimi d'ordine, pagamenti e documenti cambiano in base a chi ha effettuato l'accesso: i clienti professionali vedono i listini riservati, il pubblico vede il prezzo al consumo.

Ho già una rete di rivenditori: rischio di perderli?

Il rischio nasce soprattutto se vai online sottoprezzo. Si gestisce con una politica di prezzo chiara, un'offerta diretta che non si sovrappone alla loro e, spesso, dando agli stessi rivenditori un'area riservata per ordinare: così il sito diventa un servizio in più, non un concorrente.

L'e-commerce si collega al gestionale che uso già?

Nella maggior parte dei casi sì, via API o scambio di file per anagrafiche, giacenze, prezzi e ordini. Prima di promettere qualcosa verifichiamo cosa espone il tuo gestionale e con che frequenza, perché è il punto che condiziona buona parte del progetto.

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