Rifare il logo aziendale: quando conviene e come farlo senza perdere riconoscibilità

di Scia Digital StudioAggiornato ottobre 2026Lettura 6 min
Tavolo di lavoro di un designer con campioni colore e bozzetti per un logo

01Cinque segnali che il logo non funziona più

Il logo è la cosa che i clienti vedono più spesso della tua azienda: sull'insegna, sul furgone, sul profilo Instagram, in fondo alle email. Proprio per questo ci si abitua e non ci si accorge più di quando ha smesso di funzionare. Questi sono i segnali più comuni.

  1. Da piccolo non si legge: nell'icona del profilo social, nella scheda Google o nella linguetta del browser diventa una macchia.
  2. Funziona solo a colori: in bianco e nero, su un timbro o su uno sfondo scuro perde pezzi.
  3. Sembra di un'altra epoca: ombre, effetti tridimensionali e sfumature che andavano di moda anni fa.
  4. Non racconta più cosa fai: l'azienda è cresciuta, ha nuovi servizi o un nuovo pubblico, ma il segno è rimasto quello degli inizi.
  5. Ne girano versioni diverse: una sul sito, una sul biglietto da visita, una sulle divise. Segno che manca un file di riferimento.

Se ti riconosci in due o più di questi punti, vale la pena parlarne.

02Restyling o logo nuovo: la differenza

Rifare il logo non significa per forza buttare via tutto. Le strade sono due, e la scelta dipende da quanto la tua attività è già riconosciuta.

  • Restyling: si tengono gli elementi che i clienti associano a te, la forma, il colore, il modo in cui è scritto il nome, e si ripuliscono. Il risultato è più moderno e leggibile, ma resta riconoscibile. È la scelta giusta per chi ha clienti affezionati e un nome già noto in zona.
  • Logo nuovo: serve quando cambia qualcosa di sostanziale, un nuovo nome, una fusione, un passaggio generazionale con un posizionamento diverso, oppure quando il vecchio segno crea confusione con altri.

In entrambi i casi l'obiettivo è lo stesso: che chi ti conosce non si senta spaesato e che chi non ti conosce capisca subito chi sei.

03Da dove parte un buon progetto: la fase di ascolto

Un logo fatto bene non nasce da tre bozzetti scelti a gusto. Nasce da alcune domande, e dalle risposte che dai tu.

  • Chi sono i tuoi clienti e come ti scelgono?
  • Chi sono i concorrenti in zona e come si presentano?
  • Che cosa deve trasmettere il marchio: solidità, artigianalità, innovazione, vicinanza?
  • Dove comparirà più spesso: insegna, mezzi, divise, sito, social, confezioni, stampati?

Porta all'incontro i materiali che hai già, anche quelli che non ti piacciono: biglietti, cataloghi, foto dell'insegna. Aiutano a capire cosa tenere e cosa cambiare. Se vuoi approfondire il servizio, trovi tutto nella pagina dedicata al logo design a Torino.

04Le versioni di un logo che servono davvero

Un logo non è un'immagine sola. Per funzionare ovunque servono alcune varianti, pensate fin dall'inizio.

  • Versione principale: quella completa, di solito orizzontale.
  • Versione compatta: verticale o più stretta, per spazi quadrati e verticali.
  • Pittogramma o icona: il segno da solo, per il profilo social, la favicon del sito, i ricami piccoli.
  • Monocromatica e in negativo: per timbri, incisioni, sfondi scuri e fotografie.

E poi i file giusti: formati vettoriali, come SVG, PDF o EPS, che si ingrandiscono senza perdere qualità e servono alla tipografia e all'insegnista; formati per il web, come PNG e SVG, per sito e social. Chiedi sempre di riceverli tutti, insieme alle indicazioni sulla dimensione minima di utilizzo.

Laptop con il progetto di un sito in lavorazione

05Colori e caratteri: il resto dell'immagine coordinata

Il logo da solo non basta a rendere riconoscibile un'azienda. Contano anche i colori e i caratteri che lo accompagnano, usati sempre allo stesso modo.

  • Colori con i loro codici: HEX e RGB per gli schermi, CMYK o Pantone per la stampa. Senza codici, ogni fornitore interpreta il tuo viola a modo suo.
  • Caratteri: uno o due font, con le indicazioni su titoli e testi.
  • Regole d'uso: spazi di rispetto attorno al logo, cosa non fare, esempi su sfondi diversi.

Tutto questo finisce in un piccolo manuale d'uso, utile a chiunque lavori per te: tipografia, sviluppatore del sito, chi gestisce i social. È il cuore della brand identity.

Il tuo logo ha qualche anno?Lo guardiamo insieme dove lo usi davvero e ti diciamo se basta un restyling.
Logo design a Torino

06Il marchio registrato: cosa controllare prima di cambiarlo

Se il tuo logo è registrato come marchio, prima di cambiarlo conviene fare due verifiche. Non è un dettaglio burocratico: riguarda la protezione del nome e del segno che hai costruito negli anni.

  • Durata e rinnovo: secondo l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, la registrazione di un marchio d'impresa dura dieci anni dalla data di deposito e si può rinnovare per periodi successivi di dieci anni.
  • Il rinnovo vale per il marchio così com'è: l'UIBM precisa che in fase di rinnovo il marchio deve restare identico a quello registrato, senza modifiche alla grafica. Se il nuovo logo è molto diverso dal vecchio, la protezione della nuova versione va valutata a parte, di solito con un nuovo deposito.
  • Somiglianze con altri marchi: prima di adottare un segno nuovo è prudente verificare che non sia simile a marchi già registrati nel tuo settore.

Per queste valutazioni la figura giusta è un consulente in proprietà industriale: noi ci occupiamo del progetto grafico e ti consegniamo i file pronti per l'eventuale deposito.

07Il passaggio al nuovo logo: cosa aggiornare

Il momento del cambio va organizzato, altrimenti per mesi convivono il logo vecchio e quello nuovo. Conviene scegliere una data di lancio e preparare prima la lista.

  • Online: sito, favicon, immagine di anteprima per le condivisioni, profili social, scheda Google, firma delle email.
  • Documenti: carta intestata, preventivi, fatture, presentazioni, cataloghi.
  • Nel mondo fisico: insegna, vetrine, automezzi, divise, confezioni, adesivi.

Il lancio è anche un'occasione per farti sentire dai clienti: un post, una newsletter, un breve racconto di cosa è cambiato e perché. Se insieme al logo vuoi rinnovare anche il sito, leggi la guida sul restyling del sito web.

08Quanto costa rifare un logo: cosa incide

Il prezzo di un logo dipende dal lavoro che c'è dietro, più che dal disegno finale. Le voci che incidono di più sono queste.

  • restyling di un segno esistente oppure progetto da zero;
  • la fase di analisi e il numero di proposte da sviluppare;
  • le versioni e i formati da consegnare;
  • il manuale d'uso con colori, caratteri e regole;
  • le applicazioni pronte all'uso, come biglietti, carta intestata, profili social, insegna o divise.

Chiedi sempre un preventivo che elenchi cosa è incluso e cosa ricevi alla fine, compresi i file sorgente e la cessione dei diritti di utilizzo.

09Rifare il logo a Torino e in provincia

Lavoriamo dal nostro studio di Vinovo con attività di Torino e di tutta la provincia, da Moncalieri a Chieri, da Pinerolo a Carmagnola. Il primo incontro si fa in studio o in videochiamata, e quando serve veniamo noi a vedere insegna, mezzi e punto vendita: guardare il logo dove vive davvero aiuta a capire cosa non funziona.

Per un negozio del centro il logo deve reggere sull'insegna e sulla vetrina, accanto a quelli dei vicini. Per un'azienda della cintura industriale deve funzionare sui mezzi che girano per la provincia e sui documenti che arrivano ai clienti in tutta Italia. Sono esigenze diverse, e il progetto parte da lì.

Se vuoi vedere qualche esempio, trovi i progetti di grafica nella pagina dei nostri lavori. Tutti i servizi di immagine coordinata sono nella pagina grafica.

Vetrina di un negozio illuminata la sera

10Domande frequenti

Posso cambiare solo i colori del logo?

Sì, è una forma di restyling leggero. Conviene però verificare che i nuovi colori funzionino anche in stampa e in bianco e nero, e aggiornarli ovunque nello stesso momento.

Se rifaccio il logo perdo i clienti che mi conoscono?

Non se il passaggio è pensato bene. Con un restyling si tengono gli elementi riconoscibili, e un lancio comunicato ai clienti trasforma il cambio in un'occasione per farsi notare.

Il logo nuovo è di mia proprietà?

Deve esserlo. Chiedi che nel contratto sia prevista la cessione dei diritti di utilizzo e che ti vengano consegnati i file sorgente in formato vettoriale.

Devo registrare il nuovo logo come marchio?

Non è obbligatorio, ma registrare il marchio lo protegge da usi di altri. Se il vecchio logo era registrato e quello nuovo è molto diverso, la nuova versione va valutata a parte con un consulente in proprietà industriale.

Quanto tempo serve per rifare un logo?

Dipende dal tipo di intervento e dalle revisioni. Prima di partire concordiamo le fasi, analisi, proposte, sviluppo e consegna dei file, con le relative date.

11Il servizio di cui parla questa guida

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