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Introduzione: L’Accessibilità Web nel 2026 Non È Più Opzionale

Dal 28 giugno 2025, l’accessibilità digitale è diventata obbligatoria per migliaia di aziende italiane. L’European Accessibility Act (EAA), recepito in Italia con il D.Lgs. 82/2022, ha esteso gli obblighi di accessibilità ben oltre la Pubblica Amministrazione, coinvolgendo una vasta gamma di imprese private.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 1,3 miliardi di persone nel mondo, circa il 16% della popolazione globale, vivono con qualche forma di disabilità. In Italia, questo rapporto è pari a 1 persona su 4. Queste persone spesso si trovano di fronte a barriere digitali che compromettono la loro esperienza online.

Il dato più allarmante? Secondo WebAIM, il 94,8% delle prime un milione di homepage mondiali presenta errori di accessibilità rilevabili secondo le WCAG. Questo significa che quasi tutti i siti web hanno barriere che escludono milioni di persone.

Per le aziende di Torino e del Piemonte, comprendere e adeguarsi a questa normativa non è solo un obbligo legale: è un’opportunità per raggiungere un pubblico più ampio e migliorare l’esperienza utente per tutti.

Cosa È l’European Accessibility Act

Secondo AgID, l’accessibilità digitale è “la capacità di un sito web di erogare prodotti, servizi e informazioni utilizzabili da chiunque e in qualsiasi situazione, senza discriminazioni”. L’European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882) mira proprio a garantire questo diritto.

Come spiega Siti Accessibili, uno degli scopi dell’EAA è uniformare le leggi europee attualmente in vigore nei singoli stati, per ampliare la diffusione di prodotti accessibili ed eliminare gli ostacoli alla libera circolazione.

Il Legislatore Europeo riconosce che “la domanda di prodotti e servizi accessibili è elevata e il numero di persone con disabilità dovrebbe aumentare in modo significativo”. Un ambiente più accessibile rende possibile una società più inclusiva e facilita la vita indipendente delle persone con disabilità.

Chi Deve Adeguarsi: Le Aziende Coinvolte

Secondo Actainfo, dal 28 giugno 2025 l’accessibilità digitale è obbligatoria per siti web e servizi digitali delle PMI. L’obbligo riguarda le aziende con più di 10 dipendenti e un fatturato superiore a 2 milioni di euro.

Settori e servizi coinvolti:

  • Siti web e app mobile
  • Servizi di e-commerce e piattaforme di vendita online
  • Servizi bancari per consumatori
  • Servizi di trasporto passeggeri (aereo, ferroviario, autobus, vie navigabili)
  • Servizi di comunicazione elettronica
  • Servizi di media audiovisivi
  • E-book e software dedicati
  • Terminali self-service (bancomat, biglietterie automatiche)
  • Dispositivi hardware e software con interfaccia utente

Esenzioni: le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 2 milioni di euro) sono completamente esentate. Le altre PMI possono invocare l’onere sproporzionato solo in casi eccezionali, con documentazione rigorosa da conservare per almeno 5 anni.

Cosa Cambia nel 2026: Scadenze e Transizioni

Secondo LCA Studio Legale, esistono diverse scadenze da tenere a mente:

  • 28 giugno 2025: tutti i nuovi prodotti e servizi immessi sul mercato devono essere accessibili
  • 28 giugno 2030: scadenza per adeguare prodotti e servizi già esistenti prima del 2025

Secondo Digitalsfera, un portale già attivo dal 2023 può continuare a operare senza aggiornamenti fino al 28 giugno 2030, ma se nel 2026 introduce una nuova app o cambia radicalmente l’interfaccia, dovrà subito essere reso accessibile.

Secondo Webaccessibile.org, la nuova norma tecnica EN 301 549 uscirà a giugno 2026, aggiornando gli standard di riferimento e potenzialmente includendo i nuovi criteri delle WCAG 2.2.

Gli Standard Tecnici: WCAG 2.1 e 2.2

Secondo il W3C, le linee guida WCAG definiscono specifiche tecniche per rendere i contenuti web accessibili alle persone con disabilità. L’accessibilità riguarda disabilità visive, uditive, fisiche, vocali, cognitive, di linguaggio, di apprendimento e neurologiche.

I 4 principi fondamentali dell’accessibilità web (POUR):

  • Percepibile: contenuti chiari e leggibili, compatibili con screen reader, alternative testuali per immagini
  • Utilizzabile: navigazione intuitiva, compatibilità con tastiera, tempo sufficiente per completare azioni
  • Comprensibile: testi chiari, linguaggio semplice, comportamento prevedibile
  • Robusto: compatibilità con tecnologie assistive attuali e future

Secondo KPMG, in Europa il livello di accessibilità minimo per raggiungere la conformità è AA. Le WCAG definiscono tre livelli: A (minimo), AA (legalmente accettabile), AAA (massima accessibilità).

Sanzioni e Conseguenze per la Non Conformità

Secondo C Plus Media Agency, le conseguenze per la mancata conformità sono severe:

  • PMI (fatturato 2-500M€): sanzioni da 5.000 a 40.000 euro
  • Grandi aziende (fatturato oltre 500M€): sanzioni fino al 5% del fatturato annuo
  • Misure restrittive: oscuramento del sito web o rimozione dell’app dagli store digitali
  • Esclusione da bandi: impossibilità di partecipare a bandi pubblici o finanziamenti europei
  • Danno reputazionale: perdita di fiducia da parte dei clienti

Secondo Digitalsfera, nei casi più gravi è previsto il ritiro dal mercato nazionale ed europeo dei prodotti o servizi non accessibili, oltre alla pubblicazione del provvedimento sanzionatorio sul sito dell’AgID.

Come Funzionano i Controlli AgID

Secondo Legal for Digital, in Italia è l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) l’ente responsabile di vigilare sull’applicazione delle normative. AgID ha il potere di effettuare verifiche periodiche a campione e, dal 2025, anche sui siti delle aziende private.

Le verifiche possono scattare anche a seguito di segnalazioni da parte degli utenti. Le persone con disabilità che riscontrano problemi possono inviare feedback direttamente all’organizzazione e, in caso di risposta insoddisfacente, rivolgersi all’AgID o al Difensore Civico Digitale.

Il processo di verifica include sia controlli automatici tramite strumenti specifici, sia valutazioni manuali effettuate da esperti di accessibilità. Strumenti come MAUVE++ del CNR sono consigliati da AgID per la verifica della conformità alle WCAG 2.1 AA.

La Situazione in Italia: Luci e Ombre

Secondo Deda Digital, solo il 5% dei siti web europei è pienamente conforme alle linee guida WCAG 2.1. In Italia, però, i dati AgID mostrano segnali positivi: tra il 2020 e il 2023 si è registrato un +120% nelle dichiarazioni di accessibilità presentate.

I dati AgID del 2023 mostrano che il 68% dei siti della PA centrale è conforme alle WCAG 2.1 a livello AA, ma solo il 41% dei portali dei comuni capoluogo rispetta pienamente i requisiti. Questo divario evidenzia quanto lavoro rimanga da fare, soprattutto a livello locale.

Secondo le proiezioni della Direttiva 2019/882, saranno necessari investimenti stimati in 2,3 miliardi di euro entro il 2026, con particolare impatto su servizi finanziari (35% degli interventi), piattaforme e-commerce (28%) e trasporti digitali (17%).

I Vantaggi dell’Accessibilità Oltre l’Obbligo Legale

Secondo Actainfo, l’accessibilità non è solo un obbligo ma un’opportunità:

  • Pubblico più ampio: circa il 20% della popolazione europea ha qualche forma di disabilità. Un sito accessibile raggiunge milioni di potenziali clienti esclusi
  • SEO migliorata: le linee guida WCAG promuovono pratiche che migliorano la leggibilità e la struttura del sito, facilitando l’indicizzazione da parte di Google
  • Esperienza utente superiore: un sito accessibile è più facile da navigare per tutti, non solo per le persone con disabilità
  • Vantaggio competitivo: distinguersi dai concorrenti che non si sono ancora adeguati
  • Accesso a bandi: molti bandi pubblici e finanziamenti europei richiedono la conformità alle normative di accessibilità

Gli Errori Più Comuni da Evitare

Secondo Legal for Digital, nel processo di adeguamento molte aziende commettono errori fondamentali:

  • Testi alternativi mancanti: immagini senza descrizioni o con testi generici come “immagine” rendono impossibile per un non vedente comprendere il contenuto
  • Form senza etichette: campi di input senza label correttamente collegate risultano incomprensibili per chi usa screen reader
  • Contrasto colori insufficiente: testo difficile da leggere per persone con disabilità visive
  • Navigazione solo con mouse: esclude chi usa solo la tastiera o tecnologie assistive
  • Video senza sottotitoli: contenuti inaccessibili per persone sorde o ipoudenti
  • Affidarsi solo ai widget: i plugin di overlay agiscono solo a livello di navigazione, ma a far fede per la compliance è il codice sorgente del sito

Secondo SED Web, gli strumenti automatici rilevano solo il 40% circa delle problematiche. Per verificare il livello di compliance reale serve una valutazione umana dell’esperienza di navigazione globale.

Strumenti per Verificare l’Accessibilità del Tuo Sito

Per valutare il livello di accessibilità del tuo sito, puoi utilizzare diversi strumenti gratuiti e professionali:

  • WAVE (Web Accessibility Evaluation Tool): estensione browser gratuita che evidenzia errori e avvisi direttamente sulla pagina
  • axe DevTools: strumento per sviluppatori integrato nel browser, molto preciso nell’identificare problemi
  • Lighthouse (Google): integrato in Chrome DevTools, include una sezione specifica per l’accessibilità
  • MAUVE++ (CNR): strumento italiano consigliato da AgID per la verifica della conformità WCAG
  • Color Contrast Analyser: verifica il rapporto di contrasto tra testo e sfondo

Ricorda: questi strumenti automatici identificano solo circa il 40% delle problematiche. Per una verifica completa, è essenziale affiancare test manuali e, idealmente, coinvolgere utenti reali con disabilità.

Cosa Fare Concretamente per Adeguarsi

Ecco un percorso pratico per le aziende di Torino e del Piemonte:

  1. Verifica se sei soggetto all’obbligo: più di 10 dipendenti E fatturato superiore a 2 milioni di euro? Sei coinvolto
  2. Audit di accessibilità: analizza il tuo sito con strumenti come WAVE, axe, Lighthouse e MAUVE++ del CNR
  3. Identifica le non conformità: crea un report dettagliato dei problemi riscontrati
  4. Pianifica gli interventi: prioritizza le correzioni in base all’impatto e alla gravità
  5. Implementa le correzioni: modifica codice, contenuti e struttura seguendo le WCAG 2.1 AA
  6. Test con utenti reali: coinvolgi persone con disabilità per verificare l’esperienza reale
  7. Pubblica la dichiarazione di accessibilità: inserisci una pagina dedicata sul sito
  8. Forma il team: assicurati che chi gestisce i contenuti conosca le basi dell’accessibilità
  9. Monitora nel tempo: l’accessibilità va mantenuta, non è un intervento una tantum
  10. Prepara documentazione: conserva report e audit per almeno 5 anni in caso di controlli

Casi Pratici per Aziende Piemontesi

E-commerce prodotti tipici: se vendi online tartufo d’Alba, vini delle Langhe o gianduiotti e superi le soglie dimensionali, il tuo sito deve essere accessibile. Attenzione particolare a descrizioni prodotto, processo di checkout e form di contatto.

Agenzia viaggi Torino: i servizi di trasporto passeggeri sono esplicitamente inclusi nell’EAA. Se vendi biglietti o pacchetti turistici online, devi garantire accessibilità a tutto il processo di prenotazione.

Banca o assicurazione locale: i servizi bancari per consumatori sono tra i più regolamentati. Home banking, preventivi online, moduli di richiesta devono essere completamente accessibili.

Negozio abbigliamento con e-shop: le piattaforme e-commerce sono esplicitamente coperte dalla normativa. Immagini prodotto, filtri, carrello e checkout devono funzionare anche con screen reader.

Ristorante con prenotazioni online: se il sistema di prenotazione è parte integrante del servizio e superi le soglie dimensionali, deve essere accessibile. Menù in PDF devono essere accessibili o avere alternative.

Conclusione: L’Accessibilità È il Futuro del Web

L’European Accessibility Act segna un cambio di paradigma: l’accessibilità digitale non è più un “nice to have” ma un requisito legale. Per le aziende piemontesi, il momento di agire è adesso.

I nuovi servizi digitali lanciati dopo giugno 2025 devono già essere conformi. I servizi esistenti hanno tempo fino al 2030, ma chi aspetta l’ultimo momento rischia di trovarsi in difficoltà: le risorse specializzate scarseggeranno e i costi aumenteranno.

Ricorda: un sito accessibile non è solo un obbligo legale. È un sito migliore per tutti: si posiziona meglio su Google, converte di più, raggiunge un pubblico più ampio e comunica i valori di inclusività del tuo brand.

Per le aziende di Torino, Moncalieri, Rivoli, e di tutto il Piemonte, investire nell’accessibilità oggi significa essere pronti per il web di domani.


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Fonti e Approfondimenti

AgID – Accessibilità e Usabilità

AgID – Linee Guida EAA Consultazione

W3C – WCAG 2.2 Traduzione Italiana

Agenda Digitale – WAD e EAA Guida Normative

Webaccessibile.org – European Accessibility Act

Siti Accessibili – Accessibility Act Chi è Interessato

Digitalsfera – Normative Accessibilità Sito Web

LCA Studio Legale – Accessibilità Digitale EAA

Deda Digital – European Accessibility Act Web Inclusivo

C Plus – EAA Obblighi e Sanzioni

Actainfo – Accessibilità Digitale Obbligatoria PMI

Legal for Digital – Accessibilità Siti Web Normativa

KPMG – Web Content Accessibility Guidelines

Elfsight – Statistiche Accessibilità Web 2025

SED Web – Accessibilità WCAG 2025

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